mercoledì, 27 agosto 2008

In attesa del mio ritorno..




Una piccola opera d'arte. Chi non la riconosce è gay.

Scritto da rakiji - 13:11 - commenti (7) in nonsense, pensatoio, whispers, polvere di stelle, arpeggi danime


lunedì, 30 giugno 2008

Svegliarsi alla mattina, svegliarsi moooolto presto alla mattina

Mattina, ore 7:30
Il giorno degli orali.
Mi stò ascoltando "Il pilota di Hiroshima" dei Nomadi, mi ci vedo. Sento che stò per andare a sganciare una cagata paurosa alla commissione.
Il pilota d'Hiroshima, un duro d'altri tempi.
Fatemi gli auguri, nei vostri sogni, almeno.

BOOYA!


Scritto da rakiji - 06:27 - commenti (5) in ritratti, pensatoio, sparta, folli elucubrazioni


lunedì, 23 giugno 2008

"sanza 'nfamia e sanza lodo" (Inf. III 35-36)

Cito Dante visto che siamo in vena di dotte citazioni.
Comunque sia aspetto a cantare :P



Scritto da rakiji - 16:53 - commenti (3) in ritratti, pensatoio


giovedì, 12 giugno 2008

Universitari, in campana!

The present are perfect!


PS: Trovare l'errore


"và a ciapà i ratt!"

PS2: quello che nel breve periodo può non sembrare un grosso problema, nel lungo periodo segnerà la disfatta.

Scritto da rakiji - 10:40 - commenti (16) in pensatoio, yeah, whispers, sparta, plagi dautore, gnurant, frasi da msn


venerdì, 06 giugno 2008

La

Sarebbe come gettare una perla rara giù da quel pozzo più profondo del buio stesso che vi ci alberga, girarsi, alzare i tacchi ed andarsene, sentendo - solo pochi passi dopo - l'eco della caduta.

Si, mi pare proprio una cosa semplicissima da attuare.
Buona fortuna!

Scritto da rakiji - 15:52 - commenti (6) in pensatoio, folli elucubrazioni


martedì, 03 giugno 2008

Il Ritratto di una Mente Romantica

Stanotte mi andava di scrivere. Ed ho scritto. Ma non c'è nulla di vero in questa storia, se non l'intensità e l'enegia che m'ha spinto a rimanere fino a quest'ora e che m'ha fatto muovere nervosamente le dita sulla tastiera. Troppe idee che sono scappate, solo alcune rimangono. Come bolle di sapone che s'allontanano; nella consapevolezza che non riusciranno mai ad allontanarsi troppo, benchè grandi e resistenti. "Blop". cit.

Edit: Ogni situazione, nome, persona, luogo è puramente casuale, frutto della mia fantasia. Non sentitevi chiamati in causa, non ce n'è bisogno, non riguarda nessuno di voi. Buona lettura.

Era nel bel mezzo dell'estate ma da lassù, sulla pineta, spirava una brezza leggera.
Alcuni gatti se ne stavano beati, godendosi il fresco sulle panche e sui tavoli di legno che spuntavano qua e là tra il prato poco curato. Solo sulla strada maestra ed ai piedi di alcuni pini, l'erba faceva posto a delle chiazze di terriccio ed erba rinsecchita su cui ci si poteva sedere, approfittando così dell'ombra di quei maestosi sempreverde.
Su una delle possenti braccia nodose del grande pino, poggiava una ragazza. Nè grande nè piccola, nè alta nè bassa, nel pieno della sua adolescenza.
I capelli non corti, ma nemmeno lunghi le nascondevano la fronte; alcune piccole ciocche se ne stavano invece all'insù, sospesi nell'aria. Il viso, come per il resto del corpo che spuntava da quel vestiario indubbiamente maschile era annerito dal sole, nè troppo scuro, nè troppo chiaro ma del colore della sabbia. Le labbra acerbe, con la pelle un pò mangiucchiata e gli occhi puntati verso un libro che teneva aperto con una mano.
Poco più lontano sedeva a gambe incrociate, su uno dei tavoli, un ragazzo.
Poco più grande di lei, con i capelli lunghi ma arruffati, un piercing sotto il labbro inferiore ed un taglierino nella mano sinistra con cui distrattamente intagliava il legno ormai vecchio del tavolo. Disegnava pentacoli, croci ribaltate, teschi - imitando quelle che erano le immagini principali presenti sulla sua maglietta nera. Ogni tanto osservava la ragazza che continuava imperterrita a tenere gli occhi bassi, su quello spesso tomo. Una volta finiti coi simboli, cominciò a graffiare con il taglierino i tavoli passando per le viti arrugginite provocando un fastidioso rumore. E la ragazza continuava a leggere.
Un gatto lì vicino gli soffiò allontanandosi: il ragazzo saltò giù dal tavolo seguendolo fino all'estremità del lembo d'ombra creato dalla pineta. Non l'avrebbe seguito oltre: faceva troppo caldo ed un gatto pulcioso  non valeva la pena di una corsa sotto il sole cocente. Dietro di lui, nel frattempo, una piccola scia di terra battuta s'era sollevata formando una nube che andava disperdendosi. La ragazza continuava a leggere, posando la mano libera sotto il mento.

Il ragazzo, si ricompose e si avvicinò ai piedi del pino dov' era arrampicata la ragazza e si rivolse a lei come se la conoscesse, con quel comportamento tanto normale nei paesi sperduti del profondo sud.

Lui: "Che stai leggendo?"

Lei non rispose.

Lui:" Ehi, ehi..."

Lei non rispose.

Il ragazzo, spazientito, si avvicinò al corpo nodoso dell'albero e battè con una mano su un piede della ragazza che penzolava notando il suo paio di "all stars" malridotte, piene di scritte e di simboli che non riconosceva. Alla fine, ella si destò da quella magica immersione.

Lei:" Uh....ehi..."
Lui:" Mi chiedevo cosa stessi leggendo, visto che quasi c'annegavi in quel libro"

Lei, come uscita dal torpore girò il libro e lesse il titolo dalla copertina "Il lupo della steppa, Hesse"


Lui:"Non lo conosco, Esse stà per..?"
Lei:" Per niente" sorrise al ragazzo "comincia per acca e finisce per e, è un nome tedesco"
Lui:"Sembra noioso"
Lei:"No, non lo è"
Lui:"E invece si. Mai sopportato i libri"
Lei:"E' un peccato...si possono imparare tante cose dai libri"

La ragazza porse il libro al ragazzo, poi si alzò e sfruttò il il rigido ramo dell'albero per tirarsi su e starci in piedi, in perfetto equilibrio; staccò da essa e si arrampicò su per un altro ramo più alto rimanendo a penzoloni su di esso. L'altro, da terra, osservò stupito la ragazza muoversi sull'albero meglio di un ragazzo.

Lui:"Forte! Sembri quasi un maschio"
Lei:"L'ho imparato da un libro, sai?"
Lui:"Non ci credo...."
Lei:"Mai letto - Il barone rampante - ?"
Lui:"No"
Lei:"Beh, lui faceva un pò come me. Solo che lo faceva spessissimo. Alla fine preferiva rimanere sugli alberi piuttosto che affrontare i problemi sulla terra. Sai come finisce?"
Lui:"Si, lui diventa una scimmia e forma un impero con cui conquista tutto il mondo degli umani"

Lei:"Non proprio, ma è originale!"

La ragazza prese la mira e ricadde a terra, perfettamente in piedi. Si pulì poi i pantaloni dalla polvere che aveva alzato passando poi ai capelli pieni di aghi di pino. Porse la mano al ragazzo.

Lei:" Mi chiamo Pamela, Pam..."
Lui, ancora stordito, le rispose: "An...Andrea..". Guardandola meglio negli occhi, sembrava avesse un mondo dentro. Occhi profondi, ma vispi, perennemente alla ricerca di qualcosa da osservare, ed in quel momento stava osservando proprio lui. Andrea, intimorito, abbassò lo sguardo che inevitabilmente si pose sul libro che teneva in mano.
 
Andrea:" E lui, cosa t'ha insegnato?"
Pamela:"A volare."
Andrea:"Ma và. Dimostramelo"
Pamela:"Solo chi ha letto quel libro può vedere un altra persona (che a sua volta l'ha letto) volare. Altrimenti non funziona" Sorrise, socchiudendo gli occhi.
Andrea:"Non ci credo"
Pamela:"Peccato........ lo sai che c'è anche un libro che parla di un condannato a morte italiano, ad Alcatraz, a cui concedono di gestire una radio tutta sua dove poter dire qualsiasi cosa?"
Andrea:"Forte... ma la storia è vera?"
Pamela:"Che importa, per me lo era. Per chi l'ha letto lo è stata, il resto sono tutti particolari"

Andrea:"I libri non mi piacciono. Non mi sono mai piaciuti. Ci si perde troppo tempo dietro per arrivare, alla fine, a dei concetti che tutti conosciamo"

Pamela non lo stava più ascoltando, anzi, osservava curiosa quella sua maglietta piena di teschi, di scheletri, di fuoco e di sangue. Non distolse lo sguardo quando gli chiese "Chi sono?". Il ragazzo ebbe un attimo di euforia. Amava parlare di queste cose, delle cose che apprezzava.

Andrea:"Sono gli Hypocrisy, il gruppo più figo del mondo!"

Pamela:"Dove hai preso la maglietta?"
Andrea:"Non lo so. Me l'ha regalato mio fratello che ora non li ascolta più. E' passato a roba ancora più forte ma per me questi spaccano di brutto. Sono i migliori"
Pamela:"E di cosa parlano?"
Andrea:"Beh..."

Per un attimo il ragazzo tentennò rovistando nervosamente tra i testi del gruppo impressi nella sua mente. Poi la trovò, la parola magica.

Andrea:"Parlano di Satana e di quello che possiamo fare se staremo al suo servizio"

Pamela:"Uh..."

Andrea verseggiava parti di canzoni, alle volte cantandole, alle volte  recitandole. Alle volte risultava ridicolo, forse ingenuo agli occhi dei grandi ma la passione che in quel momento lo controllava colpì molto la ragazza che continuò ad ascoltarlo senza timore finchè non ebbe finito.

Pamela:"Ma è vero che ammazzate la gente?"
Andrea:"No! lo dicono i telegiornali per screditare noi metallari"

Ci fu un momento di silenzio. Il ragazzo si mise le mani in tasca mentre la ragazza tornava ai piedi del pino a recuperare il suo tascapane, riponendovi il libro. Quando tornò, Andrea si era seduto su uno dei tavoli, cacciando via i gatti. Pamela si sedette accanto a lui, mise il suo tascapane sulle gambe ed estrasse altri dei suoi libri. Andrea invece le fece ascoltare alcune delle sue canzoni preferite finchè non arrivarono gli altri ragazzi, che nel tardo pomeriggio erano soventi giocare a pallone nel campetto di calcio della pineta.

"E poi cosa successe?" Disse un bambino seduto a terra, su di un tappeto, lambito dalla luce creata dal caminetto lì vicino.

Il vecchio, sul divano, rispose:

"Come sempre tutto ha una durata. L'amicizia fra uomo e donna raramente prosegue. Si spegne, certo, o diventa qualcosa di più grande. Lui era troppo acerbo per lei, orbitava attorno a lei, era letteralmente un suo satellite. Lei, d'altro canto, seppur molto giovane, aveva gli occhi anziani. Con i libri aveva imparato molte cose, cose che la rendevano squisita agli occhi degli altri ma che la alienavano da quel mondo fatto di fittizie emozioni infantili. Anche se la chimica c'era, non c'erano i presupposti per un rapporto. Erano in posizioni diverse, come quello fra maestro ed allievo, come quello fra cucciolo e leonessa. Ma a lui bastava. Purtroppo, dopo alcuni anni le loro strade si divisero. Lui ne soffrì molto"

Bambino:" E lei?"

Vecchio:" Non lo so"

Bambino:"Ma lei che fine ha fatto?"

Vecchio:"E' andata a studiare le stelle. Quelle stesse stelle che sognava leggendo i suoi libri e che, parlandone, si accendevano imprigionate nelle sue iridi. Quelle stesse iridi che guardarono per un ultima volta Andrea, prima di sparire dal paesello e non tornare mai più".

Scritto da rakiji - 23:53 - commenti (10) in ritratti, pensatoio, whispers, arpeggi danime, past life


martedì, 27 maggio 2008

Il Sogno

ROMEO: Stanotte ho fatto un sogno.

MERCUZIO: Anch'io.

ROMEO: Ebbene, che cosa hai sognato?

MERCUZIO: Che coloro i quali sognano, spesso sono messi in mezzo...

ROMEO: In mezzo alle coltri, e sognano delle cose vere.

MERCUZIO: Ah! Allora, lo vedo, la regina Mab è venuta a trovarti.

Essa è la levatrice delle fate, e viene, in forma non più grossa di un agata all'indice di un anziano, tirata da un equipaggio di piccoli atomi, sul naso degli uomini, mentre giacciono addormentati. I raggi delle ruote del suo carro son fatti di lunghe zampe di ragno; il mantice di ali di cavallette, le tirelle del più sottile ragnatelo; i pettorali di umidi raggi di luna, il manico della frusta di un osso di grillo, la sferza di un filamento impercettibile; il cocchiere è un moscerino in livrea grigia, grosso neppure quanto la metà del piccolo insetto tondo, tratto fuori con uno spillo dal pigro dito di una fanciulla.

Il suo cocchio è un guscio di nocciola, lavorato dal falegname scoiattolo o dal vecchio verme, da tempo immemorabile carrozzieri delle fate. In questo arnese essa galoppa da una notte all'altra attraverso i cervelli degli amanti, e allora essi sognan d'amore; sulle ginocchia dei cortigiani, che immediatamente sognan riverenze; sulle dita dei legulei, che subito sognano onorari, sulle labbra delle dame che immantinente sognano baci, su quelle labbra che Mab adirata spesso affligge di vescicole perché il loro fiato è guasto da confetture; talvolta essa galoppa sul naso di un sollecitatore, e allora, in sogno, egli sente l'odore d'una supplica, talora va, con la coda di un porcellino della decima, a solleticare il naso di un parroco mentre giace addormentato, e allora egli sogna un altro benefizio; talora ella passa in carrozza sul collo di un soldato, e allora egli sogna di tagliare gole nemiche, sogna brecce, agguati, lame spagnole, e trincate profonde cinque tese; poi, all'improvviso, essa gli suona il tamburo nell'orecchio, al che egli si desta di soprassalto, e spaventato bestemmia una preghiera o due, e si riaddormenta.

Questa Mab è proprio quella stessa che nella notte intreccia le criniere dei cavalli, e nei loro crini sozzi ed unti fa dei nodi fatali, che una volta strigati pronosticano molte sciagure.

Lei è la strega, che quando le fanciulle giacciono supine, le preme, e insegna loro per la prima volta a portare, e ne fa delle donne di buon portamento. Essa è colei...

ROMEO: Taci, taci, Mercuzio, taci! tu parli di niente.

MERCUZIO: E' vero, io parlo dei sogni, che sono figli di un cervello ozioso, generati da nient'altro che da una vana fantasia, la quale è di una sostanza sottile come l'aria, e più incostante del vento, che in questo momento carezza il gelido grembo del settentrione, e, corrucciato, se ne va via sbuffando, e volta la faccia verso il mezzogiorno stillante di rugiada.

William Shakespeare - Romeo and Juliet


Scritto da rakiji - 16:25 - commenti (6) in pensatoio, folli elucubrazioni, plagi dautore


giovedì, 15 maggio 2008

La vostra Vita da Eroi nel Film

Lo so. E' una cosa psicologica.
Ma infatti io ho sempre voluto provare ad andare da uno psicanalista(oh mà, indirizzami tu da uno bravo :P). Voglio che mi si apra il cranio e vi si scruti all'interno: probabilmente vi ci troverebbero acqua e fuoco, vento e sabbia ma soprattutto tanti neuroni impazziti che ballano sulle note di qualche canzone tecktonic.
Eppure mi sono sempre chiesto che ruolo avere in un film.
V'è mai capitato di palpitare alla vista di un personaggio, in particolare durante la visione di un film? Ma non quel palpitio banale...Parlo di quello che ti fa dire "bravo, lui è quello giusto quello più intelligente e sicuramente quello che mi piace di più". Ripeto, non parlo del personaggio "Bono", quello che vi fa sbavare tutto il tempo - ma semplicemente quello che ritenete più adatto a voi, quello in cui vi identificate di più, il tramite tra VOI ed il FILM.
E' una cosa "flashosa" come direbbe qualcuno, ma io ho sempre adorato i personaggi secondari:

Quelli che seppur non apparendo continuamente rendono la storia più interessante
Quei personaggi che hanno sempre una buona parola, o un consiglio per il personaggio principale
Quelli che non s'innamorano mai, e se lo fanno è una cosa strafica e che non sembra comunque legato alla sua lei in modo indissolubile
Quel personaggio che, alla fine del film, leva il palco con una battuta o una strimpellata
Quelli che, dietro il bacio dei due amanti, nell'ultima scena, fanno qualcosa di divertente o di scemo, a seconda del loro carattere (che è sempre è comunque assurdo)...

Quelli pazzi, le spalle del protagonista, onnipresenti nelle opere di Shakespeare

Ma l'avevo già detto ad una persona, una volta. Io mi sento più Bardo di quella storia d'amore che protagonista della stessa. Ma non solo mi sento, è che m'ispira pure; così come voglio essere il mezzo e non la forma stessa.


Insomma, qualcuno mi paghi uno psicanalista e facciamola finita che pure la pazienza dei miei "commentatori" ha un termine XD

Edit: carrellata dei miei personaggi secondari "fighi"
PROVATE A RICONOSCERLI!











Se ve ne vengono in mente altri proponeteli!

Scritto da rakiji - 22:39 - commenti (15) in pensatoio, memo, blandezze, racconti a random, soltanto una figata


venerdì, 04 aprile 2008

Test Sfizioso (Da DisceseArdite)

Mi sono appropriato del test fatto sul blog della cara "DisceseArdite"
http://disceseardite.splinder.com
Ecco i miei risultati, buona lettura :)



I 6 Cartoni animati
In realtà guardo molti più telefilm che cartoni animati^^"

I Griffin
Futurama
I Simpson
Beavis&Butthead
Akira
Colossal vari Disney (tutti quelli più vecchi, ora fanno cacare)



Le 6 canzoni (le sei canzoni de che? della mia vita?)
Metto quelle che ultimamente ascolto di più, via..

Akeboshi - Yellow Moon
Ellegarden - Salamander
Panic! At the disco - Nine in the afternoon
Apparat - Komponent
The Cure - Friday i'm in love
James Blunt - Same Mistake


I 6 libri
(Qui sei libri non basterebbero...)

Gabriel Garcia Marquez - Cent'anni di solitudine
Isabel Allende - La casa degli spiriti
Milton - Paradise Lost
Davide Van De Sfroos - Il Mio Nome è Herbert Fanucci
Burgess - Arancia Meccanica
George Orwell - 1984



I 6 film

Le iene
Pulp Fiction
Il Padrino 1-2-3
Forrest Gump
American History X
Gli Intoccabili



Le 6 cose di cui non posso fare a meno (persone e animali esclusi)

Ascoltare\sentire
Guardare\vedere
Correre\Camminare
Il mangiare bene, ghgh...
La mafia cinematografica
Il mio lettore mp3



I 6 telefilm scemi


Scrubs
Dharma e Greg
Will & Grace
Willy, The Fresh Prince
Tutto in famiglia (non ricordo che nome aveva in americano..)
Dragon Zakura (Drama giapponese, l'ho visto sottotitolato in inglese, stupendo)



I 6 telefilm un po' meno scemi


The Sopranos
Grey's Anathomy
Doctor House (prime due serie, poi è tutto una ripetizione)
Lost
Prison Break
Medium o in alternativa Cold Case :)



Le 6 canzoni italiane

Franco Battiato - Povera Patria
Fabrizio De Andrè - Il Testamento di Tito
De Gregori - La Donna Cannone
Lucio Battisti - Con il Nastro Rosa
Elio E Le Storie Tese - Supergiovane
Fabrizio Moro - Eppure mi hai cambiato la vita



I 6 piatti preferiti

Anche qui avrei da ridire sulla scelta di mettere solo 6 piatti...mi accontenterò!XD

Sushi
Maki
Zuppa Pechinese Agropiccante
Pasta al Forno
Pizza
Cannelloni di verdure



Le 6 cose che mi fanno schifo
La De Filippi stranamente non mi fa schifo Oo

Berlusconi
Le donne 50enni al botox (la "vecchia imbellettata di Pirandello, per intenderci)
Le "forbici" (gli insetti chiamati così XD)
La gente che non ama i gatti
La gente che si finge alternativa
La gente che cammina lentamente sul marciapiede e ti sbarra la strada (diversamente abili esclusi)



Le 6 cose che non farei mai


Non suonare più
Rimanere a casa a 30 anni
Fare gli stessi errori (anche se è capitato, capita e capiterà..)
Perdere interesse verso la Musica
Perdere interesse verso la Vita
Perdere interesse verso il Sesso (magari a 70 anni^^")



Le 6 persone che ucciderei senza un briciolo di rimorso in maniera lenta e molto dolorosa


Berlusconi
I pedofili
La Santanchè
Lo Chef Tony con un suo coltello da cucina
I padroni dei cani che non raccolgono la merda dell' ignaro animale
Chi se lo merita (calderone di gente)



Le 6 cose che farei se c'avessi i soldi di bill gates

Comprarmi uno studio di Registrazione\Editing\quant'altro Audio
Cambiare Paese (possibilmente un Paese libero)
Passare il mio tempo a comporre\suonare musica
Finanziare il film dei Soprano
Finanziare i Tre Tenori e qualche buon regista per un film sulla mafia di come non se ne vedono più
Finanziare Beppe Grillo e rubargli un abbraccio (è un sogno segreto *_*)


Le 6 cose che non dovrei fare

Essere Cinico
Essere Spregiudicato
Bestemmiare come un turco
Mandare malocchi
Poltrire
Insomma essere me stesso



Le 6 cose che dovrei fare

Prendere la patente
Prendere il diploma (sarebbe ora XD)
Prendermi sul serio
Finirla d'ingrassare
Orientare la mia vita verso esempi sani (perchè non ne ho)
Fare più sesso (partner permettendo)



Le 6 cose che avrei dovuto fare e non ho avuto il coraggio di fare

Rifilare due\tre pugni al bulletto delle elementari che m'ha adocchiato solo perchè avevo una religione differente dalla sua\loro
Mandare a fanculo alcuni professori (ma per quello c'ho tempo)
Dar ragione ad alcune persone
Smettere di mangiare alle 3 di notte
Pregare
Prendermi le mie responsabilità.


Scritto da rakiji - 14:09 - commenti (12) in pensatoio, sigh, memo, yeah, plagi dautore, blandezze, sticazzoditest


lunedì, 31 marzo 2008

Politicamente giovani

A Ballarò del 28 marzo c'era la battaglia dei pensionati PER i pensionati.
Da una parte Fassino che parlava di nuovo: "siamo una novità". Ma de che?
Dall'altra un triste Dini che sembra ormai una mummia e mi fa pensare che l'abbiano dissotterrato con le ruspe e portato lì con tanto di cripta che, ad una domanda di Floris risponde:

"Io fui....."
"Io fui......"

T'aiuto io Lamberto: "Io fui, siccome immobile, dato il mortal sospiro!"

Ma che cazzo.
Floris fai domande attuali. Ci hai rotto il cazzo con l'Alitalia, quella dovrebbe andare in bancarotta e sarebbe da ripartire da zero. Fagli domande ATTUALI, la connettività, il wimax, l'ecosostenibilità.

A tal proposito c'è un Casini che dice "Dobbiamo pensare al nucleare!" senza che nessuno, nè da una parte dello schieramento, nè dall'altro gli spiegasse che coprirebbe il fabbisogno energetico di nemmeno il 4%. Sarà pure un bell'uomo, ma lo scudo crociato glielo ficcherei là dove non batte il sole.

I giovani invece sono la copia spudorata dei loro padrini. Parlano di rinnovamento e nessuno di loro apre bocca sull'opensource, sulla connettività...
Ah Brambilla, credi che non sappiamo com'è che sei riuscita ad entrare in politica?

La battaglia è dei sondaggi, sondaggi, sondaggi. Ma non quelli veri. Quelli, non ci sono più per par condicio. I sondaggi personali, quelli fatti DANDO I NUMERI.




V2-DAY V2-DAY V2-DAY

Scritto da rakiji - 13:27 - commenti (4) in nonsense, politik, pensatoio




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x Me x


Me:Una bestia strana, da interpretare. Un "factotum", un pigrone. Una duna, il rettilineo. Una fiamma, della cenere, il Reciproco dell'Opposto...Un amante tecnocrate, un idealista perbenista trasgressivista. "Testina di vitello tonnato" per Discese Ardite (mà). Un folle Mercuzio che attende di essere destato dal suo bellissimo sogno. Atipico e Technomane Moderatore di un sito per fondamentalisti metallari. Una serpe con le piume - ma sempre e comunque qualcuno di familiare ai miei occhi..

Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria, l'agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura. Mi piace sapermi diverso, piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi, nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi, che cosa c'é da aspettarsi da chi come me non sa adeguarsi a sette, mafiette, etichette e se tutti fanno lui smette?

Sore: I remember the first time Together When the Sun, into your Heart I remember the Mo.Onlight shine In your Eyes reflecting my Soul All Night, all Night..




Free Tibet


La Mia Musa

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