Una
piccola introduzione è voluta. Anche perchè probabilmente
pochi di voi conoscono la corrente
Visual K che in giappone stà spopolando, mentre qui in europa,
come al solito, la nostra poca recidività ci fa rimanere ignoranti e primitivi (almeno per quanto riguarda la musica, anche se non ci giurerei troppo).

Il Visual è nato alla fine del XX secolo, i primi fondatori erano i famosissimi
X-Japan, fautori di ballate indimenticabili quali
Tears, Crucified my Love, Say Anything e tante altre. Il genere, come spesso accade, si è poi evoluto ed è diventato una specie di
Indie orientale a cui affluiscono comunque le influenze "visuali", quali
vestiario, portamento, effetti scenici, trucco e quant'altro. Un genere così molto probabilmente non poteva nascere che nel
paese del Sol Levante dove la "maniacale" ossessione dell'estetica e del "particolare" è quasi un abitudine giornaliera
(palese citare le scuole giapponesi dove vige un rigore per il vestirsi quasi fascista).
Tornando a tema, uno dei tanti gruppi che hanno affrontato con piacere questa nuova sfida (e l'hanno vinta, indubbiamente) sono i
Malice Mizer. Un gruppo che ha avuto un passato, un presente turbolenti ed un futuro tutt'ora incerto. I cambi di line up sono però stati
affrontati con criterio ed ogni loro lavoro
è curato nei minimi particolari. Non esagero nel dire che sono stati loro a influenzare di più
il futuro del Visual K.
I MM prendono il nome dalle parole francesi malizia e miseria perché il loro progetto è investigare l'esistenza umana che è maliziosa e miserabile.

I
MALICE MIZER (è corretto scriverlo in maiuscolo) fanno parte della frangia
Dark-Gothic del Visual K, come avrete potuto immaginare dai testi per l'appunto oscuri, noir che riprendono comunque la corrente decadente del 700, prendendo spunti da autori dell'epoca francesi,
Baudelaire su tutti.
Il disco che voglio recensirvi è
Merveilles,
Le Meraviglie.
I membri sopravvissuti dei MM scelsero come vocalist l'ora famoso
Gackt, allora ancora in erba ma molto promettente. L'introduzione,
De Merveilles, include tutti i suoni che probabilmente ritrovereste in un film horror:
il ticchettio di un orologio a muro, il rumore della pioggia che cade, qualche tuono in lontananza, alcuni passi.... Tutto ciò esplode nel secondo ma primo vero pezzo del cd,
Syunikiss, u
na danza di violini e archi molto ruffiani che però lasciano spazio subito ad un
madrigale accompagnato dalla voce dolce, soave ma al contempo decisa e spinta di Gackt. La canzone
è un susseguirsi di incalzi di timpani bassi e archi che si spezza a metà, improvvisamente, lasciando respirare l'ascoltatore, ritornando ai suoni horror precedenti che si fanno sempre più incombenti per poi far ripartire e chiudere la canzone col motivo principale.
Il terzo capitolo di Merveilles si chiama
Bel Air, in cui finalmente sbocciano le chitarre elettriche di cui tanto si sentiva la mancanza, creano un intreccio che assieme agli archi (immancabili) rendono l'atmosfera più barocca e aggressiva. In questa canzone, in cui anche la batteria fa il suo ingresso si sente il feeling tra le composizioni di Gackt ed i lavori del batterista dei MM,
Kami (
morto poi per aneurisma celebrale e mai sostituito definitivamente). In Bel Air troviamo tempi dispari che rendono la canzone
una folla corsa fino al passaggio ad una tonalità più alta ed ai suoni sempre più decisi, potenti che terminano con un intreccio di schitarrate barocche in fade out.
La canzone principale del disco, di cui sotto avrete il video, è
Illuminati, credo per una rievocazione dell'illuminismo, probabilmente volevano attribuire a questa canzone
la libertà di poter fare ciò che si vuole senza il benestare di nessuna morale. Questo è comprensibile tranquillamente guardando il video che vi suggerisco. La canzone mi ha lasciato stupito per
l'utilizzo sistematico di suoni sintetizzati industriali, quando appena prima si sentiva la più influenza di Gackt con accompagnamento dapprima madrigale e poi barocco, quindi classico.
Mana Sama,
il\la tastierista dev'essersi divertito\a parecchio. Comunque, aldilà di ciò, la canzone è molto potente e comunque non mancano di certo gli spunti neoclassici
(violini sintetizzati). Un connubio indubbiamente di grande impatto.
Ora, dalla quarta canzone,
dimenticatevi tutto quello che avete assimilato dei Malice Mizer fino ad ora (comprese le canzoni precedentemente recensite). Qui, probabilmente è stata data carta bianca al vocalist che ha composto e interpretato canzoni più spensierate ed allegre, senza minimo accenno a quello che i MM fanno solitamente.
Brise, Un rock\pop solare di quelli tipici di Gackt (
come di alcune presenti nel suo primo disco, Mars).
Stessa cosa si può dire per
Aegen, mentre in
Au Revoir e
Je te Veux ci sono più spunti depressive o comunque presentano dei suoni più inquieti e tristi.
In S-consciuos i Malice riprendono il sopravvento e
Mana Sama ci propone una canzone tipicamente dark-industrial
gonfia di rumori inquietanti che portano fino ad un respiro affannoso, nervoso, soffocante.
Le ciel. Che dire,
la canzone più bella a mio parere di tutto il cd. Se potessi spiegarvi con una parola potrei riportarvi al titolo di questa canzone. Archi che contornano inizialmente un arpeggio di chitarre quasi malinconiche. Poco dopo sentiamo Gackt che prende la sua parte al microfono. Lenta e cadenzata arriviamo fino al Riff in cui sentiamo un tempo dispari di 3\4 + 5\4 che ricordano la profonda l'affinità fra il vocalist e Kami che termina con un
arpeggio di pianoforte indimenticabile. Non saprei come altro descrivervela se non
immensa.
Come il Cielo, per l'appunto.
Gekka no Yasoukyoku torna al tema principale intraprendendo un
Tango isterico, degno di un Pierrot danzante. Io, personalmente, adoro l'approccio nipponico alla musica classica europea. Riescono ad essere sempre particolari pur utilizzando tempi ed accordi già conosciuti ampiamente dal nostro repertorio folkloristico, concludendo che forse questo pezzo sarebbe adattissimo ad una colonna sonora di qualche film vampiresco. Stessa cosa si può dire per l'ultima canzone di questo cd,
Bois De Merveilles, un Waltzer cadenzato e oscuro, anche se gli spunti di Gackt nel
"risalire dal baratro" sono tanti.
Un finale ad effetto, indubbiamente. Una conclusione azzeccata per un grande disco.
Tirando le somme, i Malice Mizer
vengono ampiamente influenzati da Gackt e questo è un bene, riescono ad essere così molto più eclettici pur mantenendo
la loro dose di oscurità e goticità che veramente pochi gruppi nipponici riescono ad assumere (non essendo di loro cultura).
Il voto è pieno seppur probabilmente l'unica pecca stà proprio
nell'intermezzo "Gacktiano", forse troppo netto che risulta
quasi una compilation. Ma se non state cercando un concept e volete provare un pò di Visual K gothico,
ascoltatelo.
(A seguire il video di Illuminati, del cd Merveilles)
Un musical d’altri tempi, tra concetto e atmosfere dimenticate, tra le grigioverdi note della storia di un’avventurosa passione ambientata nella Fiume dell’Impresa dannunziana ove, per 16 mesi, in quel microcosmo tra cielo e mare, tutto sembra possibile: da una dinamica arte d’avanguardia all’orazione decadente, dalle più lascive voluttà, alla sfrenata goliardia cameratesca imbevuta d’assenzio, e corroborata da bianca polvere di coca. Lì nasce e si consuma il tragico destino dei due protagonisti, Renzi ed Elettra. Lui, un maggiore al servizio dell’Impresa, distrutto dalla guerra – e dalla successiva pace. Lei, una seducente – e seduttrice - spia interalleata che risponde del suo operato a “certe tenebrose autorità”, inviata a Fiume per scoprire ed eventualmente sabotare potenziali sviluppi dell’Impresa sgraditi ai suoi sconosciuti referenti. La storia di un amore impossibile nella Città Di Vita. Sfumato il sogno, riusciranno a rincontrarsi a Trieste per salpare verso una differente esistenza come, con ferocemente perseguita ingenuità, si ostinano a vagheggiare?
Un album affascinante e fuori dal tempo. Per i più curiosi ecco una descrizione dell’opera brano per brano:
INTRO - COLPO DI MAGLIO : 1918 – La battaglia di Vittorio Veneto. Lo sforzo decisivo per porre termine a una guerra sanguinosa…
LA BALLATA DELL’ARDITO : Il Maggiore Cesare Renzi del IX Rep. Arditi si presenta all’ascoltatore con questa ballata agrodolce… Il perfetto ritratto di un “Magnifico Perdente”.
VITTORIA MUTILATA : Trattato di Parigi: i rappresentanti delle nazioni vincitrici, minimizzando il contributo italiano e i suoi innumerevoli caduti, assegnano Fiume e altri territori alla giurisdizione croata…
DI NUOVO IN ARMI! : ribellandosi al governo italiano che ha dovuto piegarsi e firmare il Trattato, D’Annunzio e i suoi Arditi conquistano Fiume e occupano la “Città Di Vita” proclamando la Libera Repubblica. Il Magg. Renzi segue il suo Comandante e viene assegnato al Contro-Spionaggio.
TANGO DELLA MENADE : la seducente Sciantosa Elettra Stavros appare sulle note di un sensualissimo e funereo tango: il Maggiore suo malgrado ne resta ammaliato…
SANGUE MORLACCO : Un inno da taverna, una giga ubriaca dedicata al “Sangue Morlacco”, il vino di marasca così battezzato da D’Annunzio e consumato in allegria dalle truppe.
PER NON DORMIRE : la passione per Elettra fa cadere il Maggiore in uno stato di prostrazione. Renzi è dilaniato: Amore contro Dovere, Ideale contro Eros.
TRADITI : il regio esercito italiano ha ricevuto l’ordine di aprire il fuoco sulle truppe ribelli di Fiume. D’Annunzio parla (con la splendida voce di ANDREA CHIMENTI) ai suoi Arditi per l’ultima volta. Il Sogno è finito.
FUOCO A FIUME : Rinchiusa in prigione, Elettra pensa al Maggiore e ha un fosco presagio di quanto avverrà…
MURI D’ASSENZIO : Il famigerato “Natale di Sangue” del 1920. Fiume è sotto assedio. Renzi e i suoi “ragazzi” offrono una coraggiosa resistenza – la battaglia è fratricida. Incontra Elettra e la bacia fra le macerie, dandole appuntamento a Trieste alla fine della crisi, per salpare e rifarsi una nuova vita in Argentina. Ma il Destino è in agguato...
OUTRO - AMOR SOLA LEX : La nostra storia si conclude. Elettra non rivedrà mai più Renzi, e lo attende invano. Gli anni si susseguono...
(Ghost Track) O’ SURDATO ‘NNAMMURATO : 1929, Vigilia di Natale – Una squallida bettola nel porto di Amburgo. Elettra è una donna distrutta dalla morfina che si guadagna da vivere come può esibendosi per un tozzo di pane. La sua ultima esibizione è per di un pugno di marinai italiani, al cospetto dei quali canterà “O’ Surdato ‘Nnammurato” col pensiero che va a Renzi. Morirà per overdose di morfina qualche ora più tardi in una sordida camera d’albergo di infima categoria.
(Un sentito omaggio alla superba versione data da Anna Magnani nel famoso film“La Sciantosa”. Scritta nel 1915, “O’ Surdato ‘Nnammurato” è senz’ombra di dubbio la canzone che più di tutte ha scandito i giorni della Grande Guerra).