mercoledì, 27 agosto 2008

In attesa del mio ritorno..




Una piccola opera d'arte. Chi non la riconosce è gay.

Scritto da rakiji - 13:11 - commenti (7) in nonsense, pensatoio, whispers, polvere di stelle, arpeggi danime


domenica, 29 giugno 2008

"Stò testo m'azzecca"

"C'é chi mi vuole folle e chi follemente spera che toppi carriera, da sera a mattina si ostina, ficca aghi nella mia bambolina. Mina la via che l'anima mia cammina, mi pedina, il fatto é che se sfuggo alla logica tragica é la fine che mi si propina. L'acqua che butti sul mio fuoco diventa benzina, ogni insulto è manichino per la mia vetrina, sappi che la mia dottrina se ne fotte di chi sta dopo e chi prima. Chi mi stima mi istiga a stilare sti suoni, sti versi e stikaa! Godo se penso all'amaro che mastica chi pronostica la fine della mia vitalità."

"Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria: l'agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura."

"Fonda la tua gloria sull'ingiuria, lavati i denti col seltz come Furia, smile, siamo in aria, canta vittoria, ma io ti sputerò come un seme d'anguria. C'é penuria di muria adibiti alla memoria, pura vana gloria, fa male come un dente che si caria il mio debole per le vittime della storia. Le hanno odiate, umiliate, lasciate alla sorte per fargli la corte dopo la morte. Mi faccio forte di un simile supplizio, ed é per questo che schifo ogni giudizio, ho la riflessione come vizio, il mio fine é di fare di ogni fine un buon inizio. Mi sazio di un dizionario vario più dei santi del calendario. "


"Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria: l'agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura."

"Mi piace sapermi diverso, piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi, nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi. Che cosa c'é da aspettarsi da chi come me non sa adeguarsi a sette, mafiette, etichette: se tutti fanno, lui smette? Chi manomette le tette della scultura ne ignora l'amore e la cura, ciocca dopo ciocca mi son fatto 'sta capigliatura, come un tiranno tra le mura non ho paura. C A P A, no fregatura, monnezza pura, senti che attrezzatura: é la mistura che infuria nella fitta sassaiola dell'ingiuria. "

Scritto da rakiji - 18:02 - commenti in live, ritratti, rage, arpeggi danime, gnurant, rakijiata


martedì, 03 giugno 2008

Il Ritratto di una Mente Romantica

Stanotte mi andava di scrivere. Ed ho scritto. Ma non c'è nulla di vero in questa storia, se non l'intensità e l'enegia che m'ha spinto a rimanere fino a quest'ora e che m'ha fatto muovere nervosamente le dita sulla tastiera. Troppe idee che sono scappate, solo alcune rimangono. Come bolle di sapone che s'allontanano; nella consapevolezza che non riusciranno mai ad allontanarsi troppo, benchè grandi e resistenti. "Blop". cit.

Edit: Ogni situazione, nome, persona, luogo è puramente casuale, frutto della mia fantasia. Non sentitevi chiamati in causa, non ce n'è bisogno, non riguarda nessuno di voi. Buona lettura.

Era nel bel mezzo dell'estate ma da lassù, sulla pineta, spirava una brezza leggera.
Alcuni gatti se ne stavano beati, godendosi il fresco sulle panche e sui tavoli di legno che spuntavano qua e là tra il prato poco curato. Solo sulla strada maestra ed ai piedi di alcuni pini, l'erba faceva posto a delle chiazze di terriccio ed erba rinsecchita su cui ci si poteva sedere, approfittando così dell'ombra di quei maestosi sempreverde.
Su una delle possenti braccia nodose del grande pino, poggiava una ragazza. Nè grande nè piccola, nè alta nè bassa, nel pieno della sua adolescenza.
I capelli non corti, ma nemmeno lunghi le nascondevano la fronte; alcune piccole ciocche se ne stavano invece all'insù, sospesi nell'aria. Il viso, come per il resto del corpo che spuntava da quel vestiario indubbiamente maschile era annerito dal sole, nè troppo scuro, nè troppo chiaro ma del colore della sabbia. Le labbra acerbe, con la pelle un pò mangiucchiata e gli occhi puntati verso un libro che teneva aperto con una mano.
Poco più lontano sedeva a gambe incrociate, su uno dei tavoli, un ragazzo.
Poco più grande di lei, con i capelli lunghi ma arruffati, un piercing sotto il labbro inferiore ed un taglierino nella mano sinistra con cui distrattamente intagliava il legno ormai vecchio del tavolo. Disegnava pentacoli, croci ribaltate, teschi - imitando quelle che erano le immagini principali presenti sulla sua maglietta nera. Ogni tanto osservava la ragazza che continuava imperterrita a tenere gli occhi bassi, su quello spesso tomo. Una volta finiti coi simboli, cominciò a graffiare con il taglierino i tavoli passando per le viti arrugginite provocando un fastidioso rumore. E la ragazza continuava a leggere.
Un gatto lì vicino gli soffiò allontanandosi: il ragazzo saltò giù dal tavolo seguendolo fino all'estremità del lembo d'ombra creato dalla pineta. Non l'avrebbe seguito oltre: faceva troppo caldo ed un gatto pulcioso  non valeva la pena di una corsa sotto il sole cocente. Dietro di lui, nel frattempo, una piccola scia di terra battuta s'era sollevata formando una nube che andava disperdendosi. La ragazza continuava a leggere, posando la mano libera sotto il mento.

Il ragazzo, si ricompose e si avvicinò ai piedi del pino dov' era arrampicata la ragazza e si rivolse a lei come se la conoscesse, con quel comportamento tanto normale nei paesi sperduti del profondo sud.

Lui: "Che stai leggendo?"

Lei non rispose.

Lui:" Ehi, ehi..."

Lei non rispose.

Il ragazzo, spazientito, si avvicinò al corpo nodoso dell'albero e battè con una mano su un piede della ragazza che penzolava notando il suo paio di "all stars" malridotte, piene di scritte e di simboli che non riconosceva. Alla fine, ella si destò da quella magica immersione.

Lei:" Uh....ehi..."
Lui:" Mi chiedevo cosa stessi leggendo, visto che quasi c'annegavi in quel libro"

Lei, come uscita dal torpore girò il libro e lesse il titolo dalla copertina "Il lupo della steppa, Hesse"


Lui:"Non lo conosco, Esse stà per..?"
Lei:" Per niente" sorrise al ragazzo "comincia per acca e finisce per e, è un nome tedesco"
Lui:"Sembra noioso"
Lei:"No, non lo è"
Lui:"E invece si. Mai sopportato i libri"
Lei:"E' un peccato...si possono imparare tante cose dai libri"

La ragazza porse il libro al ragazzo, poi si alzò e sfruttò il il rigido ramo dell'albero per tirarsi su e starci in piedi, in perfetto equilibrio; staccò da essa e si arrampicò su per un altro ramo più alto rimanendo a penzoloni su di esso. L'altro, da terra, osservò stupito la ragazza muoversi sull'albero meglio di un ragazzo.

Lui:"Forte! Sembri quasi un maschio"
Lei:"L'ho imparato da un libro, sai?"
Lui:"Non ci credo...."
Lei:"Mai letto - Il barone rampante - ?"
Lui:"No"
Lei:"Beh, lui faceva un pò come me. Solo che lo faceva spessissimo. Alla fine preferiva rimanere sugli alberi piuttosto che affrontare i problemi sulla terra. Sai come finisce?"
Lui:"Si, lui diventa una scimmia e forma un impero con cui conquista tutto il mondo degli umani"

Lei:"Non proprio, ma è originale!"

La ragazza prese la mira e ricadde a terra, perfettamente in piedi. Si pulì poi i pantaloni dalla polvere che aveva alzato passando poi ai capelli pieni di aghi di pino. Porse la mano al ragazzo.

Lei:" Mi chiamo Pamela, Pam..."
Lui, ancora stordito, le rispose: "An...Andrea..". Guardandola meglio negli occhi, sembrava avesse un mondo dentro. Occhi profondi, ma vispi, perennemente alla ricerca di qualcosa da osservare, ed in quel momento stava osservando proprio lui. Andrea, intimorito, abbassò lo sguardo che inevitabilmente si pose sul libro che teneva in mano.
 
Andrea:" E lui, cosa t'ha insegnato?"
Pamela:"A volare."
Andrea:"Ma và. Dimostramelo"
Pamela:"Solo chi ha letto quel libro può vedere un altra persona (che a sua volta l'ha letto) volare. Altrimenti non funziona" Sorrise, socchiudendo gli occhi.
Andrea:"Non ci credo"
Pamela:"Peccato........ lo sai che c'è anche un libro che parla di un condannato a morte italiano, ad Alcatraz, a cui concedono di gestire una radio tutta sua dove poter dire qualsiasi cosa?"
Andrea:"Forte... ma la storia è vera?"
Pamela:"Che importa, per me lo era. Per chi l'ha letto lo è stata, il resto sono tutti particolari"

Andrea:"I libri non mi piacciono. Non mi sono mai piaciuti. Ci si perde troppo tempo dietro per arrivare, alla fine, a dei concetti che tutti conosciamo"

Pamela non lo stava più ascoltando, anzi, osservava curiosa quella sua maglietta piena di teschi, di scheletri, di fuoco e di sangue. Non distolse lo sguardo quando gli chiese "Chi sono?". Il ragazzo ebbe un attimo di euforia. Amava parlare di queste cose, delle cose che apprezzava.

Andrea:"Sono gli Hypocrisy, il gruppo più figo del mondo!"

Pamela:"Dove hai preso la maglietta?"
Andrea:"Non lo so. Me l'ha regalato mio fratello che ora non li ascolta più. E' passato a roba ancora più forte ma per me questi spaccano di brutto. Sono i migliori"
Pamela:"E di cosa parlano?"
Andrea:"Beh..."

Per un attimo il ragazzo tentennò rovistando nervosamente tra i testi del gruppo impressi nella sua mente. Poi la trovò, la parola magica.

Andrea:"Parlano di Satana e di quello che possiamo fare se staremo al suo servizio"

Pamela:"Uh..."

Andrea verseggiava parti di canzoni, alle volte cantandole, alle volte  recitandole. Alle volte risultava ridicolo, forse ingenuo agli occhi dei grandi ma la passione che in quel momento lo controllava colpì molto la ragazza che continuò ad ascoltarlo senza timore finchè non ebbe finito.

Pamela:"Ma è vero che ammazzate la gente?"
Andrea:"No! lo dicono i telegiornali per screditare noi metallari"

Ci fu un momento di silenzio. Il ragazzo si mise le mani in tasca mentre la ragazza tornava ai piedi del pino a recuperare il suo tascapane, riponendovi il libro. Quando tornò, Andrea si era seduto su uno dei tavoli, cacciando via i gatti. Pamela si sedette accanto a lui, mise il suo tascapane sulle gambe ed estrasse altri dei suoi libri. Andrea invece le fece ascoltare alcune delle sue canzoni preferite finchè non arrivarono gli altri ragazzi, che nel tardo pomeriggio erano soventi giocare a pallone nel campetto di calcio della pineta.

"E poi cosa successe?" Disse un bambino seduto a terra, su di un tappeto, lambito dalla luce creata dal caminetto lì vicino.

Il vecchio, sul divano, rispose:

"Come sempre tutto ha una durata. L'amicizia fra uomo e donna raramente prosegue. Si spegne, certo, o diventa qualcosa di più grande. Lui era troppo acerbo per lei, orbitava attorno a lei, era letteralmente un suo satellite. Lei, d'altro canto, seppur molto giovane, aveva gli occhi anziani. Con i libri aveva imparato molte cose, cose che la rendevano squisita agli occhi degli altri ma che la alienavano da quel mondo fatto di fittizie emozioni infantili. Anche se la chimica c'era, non c'erano i presupposti per un rapporto. Erano in posizioni diverse, come quello fra maestro ed allievo, come quello fra cucciolo e leonessa. Ma a lui bastava. Purtroppo, dopo alcuni anni le loro strade si divisero. Lui ne soffrì molto"

Bambino:" E lei?"

Vecchio:" Non lo so"

Bambino:"Ma lei che fine ha fatto?"

Vecchio:"E' andata a studiare le stelle. Quelle stesse stelle che sognava leggendo i suoi libri e che, parlandone, si accendevano imprigionate nelle sue iridi. Quelle stesse iridi che guardarono per un ultima volta Andrea, prima di sparire dal paesello e non tornare mai più".

Scritto da rakiji - 23:53 - commenti (10) in ritratti, pensatoio, whispers, arpeggi danime, past life


martedì, 22 aprile 2008

The Sopranos - Analisi d'italianità



Stò finendo di guardare la sesta serie del telefilm "The Sopranos".
Per chi non lo sapesse è un serial televisivo sulla mafia italoamericana, quella dei migliori film mai prodotti ad hollywood, quella mafia che ha fatto innamorare generazioni di americani, italiani e gente di tutto il mondo.
Per chi apprezza la mafia cinematografica e per chi apprezzerebbe un telefilm sulla vita di una cosca mafiosa condita di humour quasi surreale e grottesco (quello alla Tarantino) lo consiglio. Vivamente. Uno dei pochi telefilm che mi ha tenuto sullo schermo per 6 serie consecutive senza farmi stancare o farmi dire la tipica frase "eran meglio le serie vecchie".
Un telefilm che comunque ha fatto parlare, soprattutto per il successo riscosso: alcune associazioni di italoamericani ha alzato la voce su quello che per loro è un insulto al popolo italiano, perchè egli non è solo spaghetti, pizza e maccheroni. Soprattutto per i risvolti razzisti del serial, infatti esso prende lo spirito proprio dal perfetto stereotipo d'italiano visto all'estero. Quello stereotipo che, comunque, fa incassare miliardi alle major cinematografiche, da anni.
In ogni caso, a mio avviso, queste associazioni non bazzicano in Italia da molto tempo...

Perchè se per razzisti indichiamo gente che alle ultime elezioni ha votato Lega, allora quasi ci siamo.
Perchè se per mangiapasta e mangiapizza intendono persone come me o voi, allora ci siamo.
Perchè se per fascisti indichiamo la maggiorparte degli italiani che sono dei malinconici al riguardo, ci siamo.
Perchè se, soprattutto al sud, c'è un tradizionalismo tale da sembrare fuori dal mondo, allora ci siamo.
Perchè se per pigri si intende la poca voglia di lavorare, allora c'hanno azzeccato.
Perchè se per ignoranti indichiamo il ruolo ed il valore (precario) delle scuole , allora ci siamo.
Perchè se per mascalzoni indichiamo la cultura dell'arraffa arraffa e dell'evasione fiscale, allora ci siamo, eccome.


Quindi non mi sento assolutamente offeso da questo telefilm. Anzi, gongolo al solo pensare che la gente creda che siamo tutti dei pistoleri massicci e cattivoni da 200 kg, gli stessi 200kg che piangendo si squagliano come pastafrolla al sol ascoltare le note iniziali di qualche motivetto tipico italiano...

Che bella cosa na jurnata 'e sole,
n'aria serena doppo na tempesta!
Pe' ll'aria fresca pare gia' na festa...
Che bella cosa na jurnata 'e sole.


Scritto da rakiji - 16:19 - commenti (12) in politik, folli elucubrazioni, arpeggi danime, soltanto una figata


giovedì, 10 aprile 2008

Picà!

Stò ascoltando l'ultimo lavoro di Davide Van De Sfroos. L'uomo della Lago (di Como). Sono felicemente sorpreso di quanto il tempo non l'abbia scalfito e non abbia scalfito la sua Dote...

Lui, per quanto mi riguarda, è sempre stato un cantore, IL cantore dei giorni nostri. Un bardo fuori dal tempo a cui invidio un pò di tutto...dal suo carattere, alla forma del suo mento, all'abilità con cui tesse le sue storie e l'altrettanta abilità con cui ne fa testo per canzone. Ed è la canzone nella sua complessità a renderla interessante. Quindi non come tanti a cui il testo passa in secondo piano. Musica e Testo, ma soprattutto storie.

In quest'ultimo album ho sentito quelle sensazioni che m'ha sempre suscitato, già dal primo ascolto. Ho sentito l'odore del lago (che sembra quasi sua madre). Ho sentito il "croccante" dei paesi, le storie di piccoli manovali, i casini che si possono creare anche nei piccoli borghi. Il tutto saggiamente racchiuso nei suoi versi in comasco che, seppur nella loro durezza, riescono a scaldarci dentro (quando disse, in una canzone "L'è mea vero che un tuscanell l'è mea bòn de fa una puesìa"). Le situazioni stile "nebbia agli irti colli" per intenderci. Anzi, ci si avvicina talmente tanto che dalle sue parti la nebbia la si dipinge perenne - com'è la sua abilità di  fare sua l'Arte. Quella con la A maiuscola. Quella che  sa, coscienziosamente, farci Sentire, farci Vedere, farci Toccare.

Vi propongo il testo di una canzone del suo ultimo album "Picà!" tradotto in italiano (il comasco è un dialetto difficile da tradurre ^^") e confezionato per voi e per voi soltanto. Buona lettura :)


Il cavaliere senza morte


Di terre ne ho attraversate, di acqua ne ho vista scorrere,

di vento ne ho così portato nelle mie tasche

mi sono abbassato come un ramo di salice,

mi sono macchiato come un tronco di platano

ma sono stato anche bello dritto come un cipresso...

quando mi hanno detto che il mondo girava ho cominciato a rincorrerlo

e adesso che ho girato più di lui... lo so che non ho vinto


Ho provato il Martello di Thor,

i graffi della Babayaga,

e Vainamoinen mi ha insegnato a cantare...

e quanti uomini armati di spada ho trasformato in fontane di sangue

e poi la Morrigan passava a pulire tutto...

quando mi hanno detto che il mondo cantava storie di Achille e Cuchulain

io ne ho uccisi più di loro... ma di canzoni non me ne hanno mai scritte...


E allora via anima in pena a cercare il fondo della damigiana

senza accorgersi che ho bevuto dal Sacro Graal...

volevo bere per dimenticare e ho guadagnato l'immortalità

proprio la sera in cui volevo provare a morire....

una Valchiria di seconda mano e un druido senza giudizio

mi hanno fatto saltare nel tempo come in un precipizio...

e son partito per la nuova gloria e ho visto marcire la storia

come un Dio in armatura ma a piedi nudi....


Forse per noia o per vanità,

sono andato sul fondo del lago per ritrovare la spada di Re Artù...

ma Excalibur non serve a un cazzo, e Viviana me l'ha detto

se a maneggiarla c'è un rimbambito

quando mi hanno detto che il mondo pregava, ho pregato più di lui

e adesso che ho appeso la spada al muro....

effettivamente mi sembra una croce.


E sono partito per la Terra Santa, la lama in cielo e l'inferno in terra,

perchè mi hanno detto che era Santa anche la guerra...

colpi di spada a forma di croce colpi di spada a mezzaluna

che in paradiso a tutti spetta una poltrona...

e mi hanno detto che se ne ammazzavo tanti, cancellavo tutti i miei peccati...

che è diverso uccidere quelli giusti o quelli sbagliati...


Ma io non potevo più morire.... e quindi niente aldilà...

ho chiuso gli occhi e ho provato ad aspettare

ho aspettato che finiva e mi sono addormentato

ho aperto gli occhi e passavano i carri armati...



Scritto da rakiji - 21:29 - commenti (6) in arpeggi danime, hitlist rakiji


lunedì, 07 aprile 2008

PSP

La mia donna m'ha comprato una psp.. Di quelle in forma - della serie "Slim&Lite". Colore nero, anzi, nerissimo!
Ed io già l'adoro.. Slurp...



Assieme ad esso sono riuscito a piazzarci Patapon, che non è un simulatore per magnacci XD ma è semplicemente un gioco strafigo, e questo basta. Basta pure scrivere, toglie tempo alla mia nuova console portatile. C ya cari :)

Scritto da rakiji - 23:11 - commenti (15) in yeah, sparta, arpeggi danime, soltanto una figata


lunedì, 31 marzo 2008

Eppure mi hai cambiato la vita

Non riesco a smettere di commuovermi davanti ad una canzone con un testo così bello, così vero, così tristemente reale. Non so, ascoltatela. Ricorda molto lo stile di Vasco, delle sue ballate.
La versione che vi propongo è quella con il cantante degli Stadio. Un duetto fugace ma che lascia tante emozioni. Tante.
La musica italiana è anche questo.
Ascoltatela, io farò lo stesso, per la duecentesima volta...



Scritto da rakiji - 15:48 - commenti (4) in arpeggi danime, hitlist rakiji


venerdì, 28 marzo 2008

WAKE UP, QUETZ

Eccomi finalmente, al primo post della lunga serie su un nuovo e bellissimo template. Chi c'è qui dietro? Ma ovviamente io XD in tutta la mia obesissima voglia di mangiarvi XD. Ho scelto quella foto per vari motivi:

- Mi leccavo le dita, è un messaggio subliminale chiaramente che v'invita a leggermi più spesso e godere di quello che scrivo, slap!

- Indosso i MIEI indumenti riconoscitivi: Camicia nera (tengo la camisa negraaaa), Jeans, la mia terribile spettinatura, una mano con le unghie tinte di nero (nero nero NERO), un braccialetto\rosario (la mia fottuta spiritualità), una borchia a due file (la mia fottuta terrenità, se pò dì?) e l'amuleto appeso al collo, il mio Mjolnir.

Era da tanto che meditavo di costruire un template da zero. Un pò perchè mi piaceva l'idea di far qualcosa per rinnovare il blog, qualcosa che rendesse anche me partecipe al processo di rinnovamento, non so se mi spiego... Eppoi perchè a scuola ci stanno facendo due maroni così col codice html. A dire il vero, quest'ultima parte m'è risultata abbastanza ostica; ho installato nvu, poi compozer, poi reinstallato dreamweaver...ma non riuscivo ad uscirne così ho chiesto disperatamente aiuto e quella buon'anima di senpai Ardis (grazie bella) che m'ha aiutato a finirlo.

La sua è sicuramente la prova che non servono quelle tanto millantate università da borghesi ma basta avere buon gusto, quello stesso buon gusto che, nella maggiorparte dei casi, (di chi l'ostenta chiaramente) manca.
Detto questo, passo e chiudo.

Ah, spero vi piaccia maaaa anche no. cit



PS: devo ancora dare una sistemata per quanto riguarda la formattazione del testo ed il css, ma per il resto ci siamo, ooooh se ci siamo ;)

Scritto da rakiji - 00:05 - commenti (5) in memo, yeah, arpeggi danime, blandezze, soltanto una figata


lunedì, 17 marzo 2008

Memories in music

Stò guardando il contenuto di vecchi cd masterizzati, dati...foto...musichine...ed altri video. La mia ricerca era volta a trovare 2 miei videomontaggi di anime + musica (chiamasi in gergo AMV) ed un vecchio fumetto che mi ero disegnato, scannerizzato, colorato e riempito di dialoghi assurdi (degni della mia età). Invece per il momento navigo tra le migliaia di canzoni che infestano tutti i cd che trovo. Mi stò accorgendo di essermi lasciato alle spalle una marea tale di canzoni che nemmeno più le ricordavo. Ed ognuna porta con sè un bagaglio di memorie non indifferente. Tra le quali spuntano:

- I Cardigans
- Gli Skyclad (il mio "quasi" primo approccio al metal)
- Peter Punk
- I Pillar (gruppo Nu Metal stile Limp Bizkit)
- altri..


E mi rendo conto che è come salvarsi le foto, cazzo. Ognuna di queste canzoni ha come una chiave che apre una scatola nella mia testa e mi mostra una persona, un oggetto, una situazione. Bello, si.
Chissà ora quali canzoni stò riempiendo di miei ricordi e che un giorno serviranno per aprire quegli scrigni dove sono custoditi ricordi dimenticati.

Alla prossima.



Aggiornamento:
Ho trovato altre cose molto belle:
- Un video degli Swanheart (il mio gruppo cover nightwish) che performa Nemo
- Un videomessaggio della sore (datato '05) che mi dice che mi vuole bene *_*
- Un video dello scherzo fatto a Patty dopo il film horror XD (grande Matej)
- Alcune immagini di quel pirla del mio ex insegnante d'italiano (quante risate alle sue spalle!)
- La foto di classe della mia prima superiore (con tanto di crocifisso appeso al muro!I vecchi tempi..)
- Una foto di me e mio fratello di poco tempo fa, al merdonald..
TROVATE LE DIFFERENZE!

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Scritto da rakiji - 10:28 - commenti (7) in pensatoio, memo, arpeggi danime, orgia di anime perse


martedì, 04 marzo 2008

Perchè Sanremo è Sanremo (Pararà).

Come disse il genio De Andrè:
"Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascon i fiori" vorrei commentare quel che è stato un buon Sanremo, tutto sommato. Certo, bisogna scavare tra le schegge diamantidee per trovare quel "letame" che fa crescere i fiori. Letame che poi è considerato tale soltanto dal pubblico votante\ignorante che ha messo al secondo posto quella mafiosa della Tatangelo (memorabili però i fischi del palasanremo, bel le stà!).

La mia preferita è indubbiamente quella di Max Gazzè "Il solito sesso", semplice, fine, ma completa (come disse uno della giuria di qualità "senza eccessi nè carenze, perfetta nel suo"). Musica essenziale, composta da un basso (il suo), una drumkit jazz, il suono d'un telefono e l'orchestra sanremese che ha abbellito il tutto. Assieme a lui, nella serata dei features (degli ospiti insomma), due delle donne più belle d'Italia (per me), la Paola Turci alla chitarra acustica e Marina Rei alla batteria (che per me, suo collega, m'ha fatto mancare il respiro). Un vero tris di assi.



Al mio secondo posto PERSONALE c'ho piazzato quel gran genio del maestro Cammariere. Non solo è riuscito a rendere interessante ed attuale un genere che viene un pò tralasciato dal nuovo trend (sarà per questo che è arrivato solo settimo??). "L'amore non si spiega", ma ben si spiega la sua musica, con l'assolo di piano e lui, alzato in piedi a muovere quelle sue dita magiche per poi girarsi al pubblico e salutarli: GENIO.
Zarrillo m'ha un pò deluso..ero un suo grande fan (una delle mie vecchie guardie) peccato che abbia portato una canzone un pò scontata, forse, ed anche troppo ruffiana. Gli altri li tralascio, non m'hanno lasciato nulla addosso se non delle piccole parentesi a...

Frankie Hi Nrgy: come sempre ha portato un testo che colpisce, d'attualità, infatti viene criticato dalla giuria per questa scelta, guardacaso lo stesso Emilio Fede lo rimprovera. Dannato Amico degli amici degli amici...!! (Bellissima la scena in cui innalza il disco di De Andrè!!).

Tiromancino: Anche loro con un tema d'attualità, che colpisce indubbiamente, la musica invece non lascia nulla e ricorda troppo le sonorità già sentite degli stessi..

Tricarico: Pecca nella voce, ma indubbiamente spiazza con la semplicità delle sue parole, quell'ingenuità e quella genuinità che ha reso famose le sue canzoni. E' un bambolotto tutto da coccolare (>.<) che però  sa difendersi e sa dire "stronzo" a quell'imbecille di Chiambretti che gli faceva il verso. Bravo!

Fabrizio Moro:
Una perla "Baudese" che già l'altro anno aveva brillato conquistando il podio. Stavolta arriva al secondo posto (per me immeritato) ma sempre con una canzone all'altezza. Una canzone che prende soprattutto per un testo genuino, che colpisce per immediatezza e significati intrinsechi.

Tra i giovani invece vanno ricordati i ragazzi della band Frank Head, vincitori del premio della critica. Musica particolare adatta sicuramente ad apporti sperimentali.

Il dopofestival
è stato invece spiazzante: in senso buono. Non ho mai deciso d'amare il Pippo Baudo così tanto :'D infatti ha reso il dopofestival un tripudio d'ilarità e saggezza musicale grazie agli Elio e le storie tese. Mostri sacri della musica che, con una coscienziosa presa di posizione comica, hanno sbeffeggiato un pò i "soliti noti" innalzando quelli che sono i "veri musicisti". Da ricordare il duetto\assolo di Zarrillo alla chitarra assieme a Rocco Tanica degli Eelst. Memorabile anche il commento della canzone di Minghi prima del loro reprise "Abbiamo cercato di migliorarla, anche se è quasi impossibile..".
Qui di seguito il link a cosiddetto "prodotto audio visivo". Situation!

youtube.com/watch

Che altro dire?

PS: E' uscito il nuovo album degli Eelst, fra le altre, la caricature del Trù Blackster, esilarante.

Lyrics:

Qui nel mio cuor, ci sono i Sodom e i Resuscitator
I Septic Flesh, gli Impaled Nazarene e i Sepultura
Certo però che il brutal death mi dà più stimoli
Dei Kataklysm, dei Luciferion, dei Cadaver, dei Minotaur
Dei Pessimist e degli Urgrund tutti insiem
(W gli Urgrund!)
Concluderò la letterina che scrivendo vi sto
Poi sfamerò con un topino il mio serpente boa
Ora però vi lascio perché suicidandomi sto
Voi perdonatemi ma ricordatemi quando ascoltavo
Hush hush ariuai dei Kajagoogo


Scritto da rakiji - 17:46 - commenti (7) in live, memo, hall of fame, arpeggi danime, hitlist rakiji, orgia di anime perse




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x Me x


Me:Una bestia strana, da interpretare. Un "factotum", un pigrone. Una duna, il rettilineo. Una fiamma, della cenere, il Reciproco dell'Opposto...Un amante tecnocrate, un idealista perbenista trasgressivista. "Testina di vitello tonnato" per Discese Ardite (mà). Un folle Mercuzio che attende di essere destato dal suo bellissimo sogno. Atipico e Technomane Moderatore di un sito per fondamentalisti metallari. Una serpe con le piume - ma sempre e comunque qualcuno di familiare ai miei occhi..

Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria, l'agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura. Mi piace sapermi diverso, piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi, nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi, che cosa c'é da aspettarsi da chi come me non sa adeguarsi a sette, mafiette, etichette e se tutti fanno lui smette?

Sore: I remember the first time Together When the Sun, into your Heart I remember the Mo.Onlight shine In your Eyes reflecting my Soul All Night, all Night..




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